sabato 22 febbraio 2020

fuori dai denti? Questa cosa del coronavirus mi fa una paura dell'accidenti. Vedere le immagini di quelle cittadine fantasma… giusto nei film le ho viste fino ad ora. Ieri sera alla riunione ci scherzavamo sopra, ma credo che tutti, chi più chi meno, usavamo l'ironia come un modo per esorcizzare la paura.
E allora penso a sti 6 giorni, 2 passata a farmela sotto per una visita della polizia e una telefonata, poi ero distrutta per l'ansia precedente, poi un filo depressa. Oggi ero perlopiù annoiata con una spruzzata di ansia e depressione, e le gocce per l'ansia alla fine mi hanno rimbambita ancora di più. E ho paura, e mi mancano i miei.
Ieri sera giravano le solite frasi fataliste, se è destino, tocca a tutti morire… ripeto, frasi dette alla cavolo, ma io mi dico no, io non sono pronta. Davvero sarebbe tutta qui la mia vita? gli ultimi 20 anni guidati solo dalla paura, per gli altri, di non essere all'altezza e poi basta?
Nell'ordine delle cose, la mia vita non vale certo più dei tanti disgraziati che muoiono di fame o di malattie ogni giorno, lo so. Ma vorrei avere la possibilità di imparare di nuovo a godermela. A viverla.
Curiosamente questi pensieri, questa paura, arrivano a ridosso di atti di terrorismo, o come adesso, epidemie pericolose.  Vedo quelle immagini di città bloccate, isolate, senza poter uscire, far la spesa, andare in farmacia e vado in tilt.
Immagino sia ovvio ora, ma perché è così difficile riassaporare la possibilità di vivere ogni giorno senza minacce, senza paure? Perché il mio cervello non riesce ad aiutarmi in questo, consentendomi, spronandomi, a riprendere in mano davvero la mia vita? Ho paura e mi sento sola, e questo aumenta la paura.

Nessun commento:

Posta un commento