Più volte oggi avrei voluto scrivere, ma poi ho desistito per la strana confusione che avevo in testa.
Questa mattina, mentre facevo colazione, verso le 9, il mio cellulare ha squillato ancora con il numero del comune. Non ero al mio solito tavolo, lo sfondo che vedevo era una tovaglia diversa, ho risposto quasi senza esitare. Il tizio dall'altra parte si è qualificato come incaricato dal comune, mi ha chiesto se io fossi io e mi ha chiesto se fosse potuto passare in mattinata. Permesso accordato. Ansia e attesa. Fortunatamente breve. Il tipo della polizia locale è arrivato, l'ho fatto entrare, mi ha chiesto 2 cose, ha scoperto di abitare vicino a dove abitava una mia zia, si è ricordato che probabilmente mi accompagnava a scuola con il pulmino quando andavo alle elementari e altre cose. 10 minuti al massimo era fuori, foglio firmato e arrivederci e grazie. Immagino passeranno ancora. Non so.
Ma non posso descrivere quello che avevo in testa quando se n'è andato. Dalla prima telefonata sono passate 48 ore di merda. Stress su stress, con la paura che mi chiedesse anche i millesimi delle misure del bagno, e poi questa specie di conversazione a cui mancava solo un aperitivo, per dire, anche se per me non sono facili nemmeno quelli ma ci siamo capiti.
Magari questo impiegato era particolarmente tranquillo, ma ragazzi, cosa non mi sono immaginata in questi giorni! Nelle mie paure il meno che capitava, erano multe formato gigante per qualcosa, non so cosa, di fuori posto.
Alla fine resta un buco dentro, causato dalla sproporzione esagerata tra le mie paure, ciò che immagino, e la realtà. Ma io intanto ci rimetto la sanità mentale.
Come si cura questa cosa? Affrontando ogni giorno sfide così? Perché io sinceramente non ho la forza per farlo, seriamente. Non ho la forza per combattere il mio cervello ogni giorno.
Sono esausta. Come una pila da buttare via.
l'accenno alla tovaglia era solo uno spunto, qualcosa del tipo: avere intorno, sotto gli occhi, cose diverse può aiutare a fare pensieri diversi?
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