martedì 18 febbraio 2020

Mi sono vista riflessa nello specchio poco fa: ho 3 livelli di occhiaie uno più scuro e profondo dell'altro. Gli strascichi della giornata di ieri si sono fatti sentire, e si fanno sentire tutt'ora, sebbene ieri sera sia andata a dormire presto e abbia dormito 8 ore. Oggi sto di merda, anche se un 1% meno di merda di quanto mi sarei aspettata, ma di fatto sono qui ferma immobile in attesa, l'unica cosa che ho fatto sono stati 40 minuti di ciclette. Verso le 18 vorrei andare in posta e in farmacia, ma onestamente non sono sicura di farcela. Sono troppo stanca. Sono esausta. Anche oggi la via è stata, ed è perché è ancora presto, un continuo di gente avanti e indietro. Oramai se confronto con la mia vita, mi sembrano persone di un pianeta diverso. O io sono di un pianeta diverso. In ogni caso non c'è la minima affinità tra me e chiunque riesca a vivere una vita normale. Gente che va e che viene, parole scambiate per strada, gente che passeggia chiacchierando al cellulare, che parla con i fattorini, con i postini, con chi porta a spasso il cane o sbatte un tappeto fuori dalla finestra. Posso ripercorrere la mia storia attimo per attimo ma il vero motivo per cui sono a sto punto non lo trovo. Non trovo l'attimo in cui gli altri hanno cominciato a farmi paura, vedo solo la conclusione. E fa schifo.
Suonato il telefono, era mio zio… ho il cuore che è volato fuori dalla finestra.
Ok, adesso prendo le gocce e poi vediamo di tirarmi insieme così forse, ed è un forse enorme, vado fuori tra un'ora.
Se non ci saranno passi avanti, impazzisco. Giuro, impazzisco.

Nessun commento:

Posta un commento