venerdì 28 febbraio 2020

Stavo pensando che, nelle ultime tre settimane-21 giorni, se dico che almeno in 15 notti ho fatto sogni riguardanti il tempo del liceo, credo di arrotondare per difetto. Forse il significato non è così strano e non serve scomodare Freud: ripenso agli anni durante i quali avrei dovuto costruire la mia vita, mettere i mattoni significativi per il mio futuro, lavorativo e sociale. Ogni tanto penso (perché sono sempre in vena di ottimismi) se dovessi avere una malattia di quelle che necessitano della cura degli altri quotidianamente. Mi spaventa particolarmente questa cosa perché non mi fido delle persone. Io non so bene quando è successo, ma è la verità. Non so, forse in parte (in una bella parte gigante), dipende dal fatto che da quando ho iniziato ad avere il panico, a 16 anni, nessuno ha saputo davvero aiutarmi, capirmi. Tutt'al più sminuivano, o più semplicemente non credevano. Sono stata tacciata di presunzione per questo, ma non è così, non c'entra nulla. E se devo essere onesta, a questo punto credo di fidarmi poco anche di me.
Quello che so è che tutti questi sogni forse dimostrano una cosa: non voglio arrendermi. Persino scolasticamente parlando, ho la sensazione che se riuscissi a riprendere un minimo di controllo, vorrei ricominciare il percorso e finirlo. Perché credo in un lavoro aperto agli altri. Sì, lo so, io non mi fido, ma vorrei fare un lavoro per gli altri. Che dire, ognuno espia come può… :)
Però però… se la salute non migliora, non succederà un bel nulla, e sì, ovviamente per salute intendo dire anche il peso.
Ho dentro un rimescolamento enorme. E tutto questo diventa anche fonte di energia. Usare la testa perché non sia energia ansiogena, ma buona energia è la chiave.
E un incentivo, o meglio un'iniezione di fiducia sarebbe gradita. Se dovesse arrivare dal report dei libri che ho scritto sarebbe bello.
Ma in caso contrario dovrò cercare nella mia testa. Nel mio cuore. Nei miei desideri. Lasciarli uscire, non bloccarli sulla porta della paura.
Ho rinunciato a tutto, persino alla bellezza perché non me ne ritenevo meritevole. Ora invece credo sia il caso di aggrapparmi a quei sogni, e portarli nella mia realtà.

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