mercoledì 5 febbraio 2020

Ore 16, altro aperitivo della casa, non ansiolitici, ma flaconcino di fermenti lattici vivi. Proprio una gioventù sprecata.
Questa mattina ho accompagnato mia madre dalla parrucchiera mentre io andavo a ritirare ricette mediche e giro in farmacia. Sono uscita con due sacchetti pieni… Una fatica anche oggi, dopo il fine settimana che ho passato, il mega attacco lunedì sera a cena, ieri così così oggi difficile. Ma è ancora l'umore a essere a pezzi. Spesso mi sono venuti in mente i periodi in cui, con il senno di poi, ho provato a cambiare, nel 2011, poi estate 2015... Oggi invece, complice SanRemo, ho pensato ad un altro periodo. In una trasmissione hanno fatto sentire un paio di canzoni di Sanremo del 2005. Le ho riconosciute, all'epoca mi erano piaciute molto, poche note e subito ho sentito quello che provavo allora. Se il primo attacco di panico è stato ad ottobre del 2000, se hanno cominciato ad essere regolari nella prima parte del 2001, se l'anno scolastico 2002/2003 è stato caratterizzato dalla depressione, è stato nell'anno accademico 2004/2005 che ho davvero capito di come la mia vita fosse precipitata nel niente. Ed è proprio in quell'inverno, ascoltando il cd di Sanremo sull'autobus, che mi sono resa conto davvero che ero sola. La vita invece di riempirsi di cose nuove, si stava svuotando di tutto. E all'epoca, rendermene conto tra un attacco di panico e l'altro, era stata davvero una cosa dolorosissima. Il panico non era più solo qualcosa che minava l'attimo presente, ma stava cominciando, aveva già cominciato, a erodere le fondamenta per il futuro.
Oggi mio padre ha fatto di nuovo lo stupido. Non so se esista davvero un filo tra quell'inverno 2005 e oggi. Quello che so è che non ho intorno altro. C'è la solitudine e poi ci sono questi momenti in cui mi chiedo cosa abbia reso la mia vita così alla mercé degli sbalzi d'umore di mio padre, di mio zio. Di nuovo quella sensazione di non aver nulla di mio, ma solo il riflesso sbagliato dei malumori degli altri.
Voglio la mia vita.
E adesso secondo aperitivo della casa, ansiolitici.
E felice pomeriggio.

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