venerdì 21 febbraio 2020

venerdì 21 febbraio...

è una bella giornata, anche se troppo calda per essere il 20 febbraio, ma oramai è sempre troppo caldo, no?
Per ora non sono né particolarmente ansiosa, né immersa in pensieri sul depresso andante. Però penso. A quello proprio non riesco a farne a meno. Nello specifico penso a questo blog, al motivo per cui l'ho iniziato: speravo che mi aiutasse per il mio stato patologico. Come fosse un aggiornamento necessario,  in molti dicono che scrivere aiuta e poiché ho sempre tenuto un diario di carta, ho pensato che mi servisse la versione 2.0 per poter aver nuovi benefici. Purtroppo dopo 3 anni mi sento di dire con tutta onestà che su quel fronte le mie speranze hanno fatto cilecca, scrivere qui o altrove non ha portato significativi miglioramenti. In realtà è già da un po' che me ne sono resa conto, ma allora è subentrata la speranza b. Ovvero quella di poter usare questo posto come un luogo per creare qualcosa di positivo, anche per gli altri. Insomma, non ho titoli di studio specifici, ma 20 anni di questa roba credo mi abbiano dato alcuni strumenti. Avrei voluto davvero che da qui potesse venire fuori qualcosa di buono. In mezzo a tutti i piani a, b, c per la vita, l'idea di una condivisione mi sembrava importante. Non nuova certo, per carità, ma comunque utile. Solo che, come per i romanzi, alla fin fine non c'ho creduto davvero nemmeno questa volta. E non è per lo pseudonimo, ho scritto dall'inizio che Rebekka non è il mio vero nome, ma per quell'incertezza nello dare una spinta in più, un po' per paura dei commenti, un po' perché non riesco davvero a credere di poterlo fare, che possa succedere, che io possa riuscirci. Lancio il sasso e nascondo la mano. Non so nello specifico spiegare meglio, ma è così. Scrivo ma mi nascondo. Forse perché paradossalmente non ho ancora accettato la situazione, il mio status. Come per l'obesità, so di essere obesa, ma troppo spesso ho come la sensazione di non crederci nemmeno io. Perché accettare una situazione, riconoscerla davvero implica poi l'impegno ad agire in qualche maniera, non lasciare che tutto vada solo un po' così a caso.
Avrei voluto una vita diversa, ok. Ma forse è ora di iniziare a fare i conti con ciò che posso fare in questa, facendo piazza pulita di sogni incrostati e vecchi e lasciando spazio a qualcosa di diverso.
Nel frattempo l'ansia è arrivata, segno che quello che ho scritto è vero, ed è doloroso.
Ma queste sono le mie carte. Inutile negare.

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