martedì 9 maggio 2017

panico in uscita, o uscita nel panico.

Sono le 18.30 e io sono molto stanca. Verso mezzogiorno mi sono imposta di uscire, non è stata una cosa lunga, circa 45 minuti. Ma sono stata parecchio male e l'ennesimo attacco di panico per strada mi ha portato a piangere in auto. Vedevo le persone muoversi, in modo più o meno rilassato, e pensavo. Pensavo che non esiste una vita in cui non ci si debba muovere. Ogni giorni è fatto da mille impegni, dai più banali, come la spesa ad esempio, da quelli meno regolari, come il rinnovo della carta di identità o della patente. Per ogni oggetto che si usa, c'è probabilmente un motivo per uscire. Revisioni auto, il computer che non va, il cellulare, la tv... mille cose che esigono tu esca di casa. Pensavo a questo mentre i brividi mi avvolgevano. Non ho idea della strada che mi aspetta. No davvero. L'unica cosa che so è che sarà lunga e difficile. Oggi ho avuto due ore di lezione, sono andate bene ma per assurdo risentivo ancora dell'attacco di panico avuto fuori. Come ora, che a distanza di ore sono ancora stanca.
Poi non so, quando un mio libro venduto, uno dei pochi, viene rimborsato, provo un'amarezza assurda. Una grande tristezza perché vorrei funzionasse e invece no. Anche quello rientra nell'infinito elenco di quello che non va.
Peccato, davvero un grande peccato.

Nessun commento:

Posta un commento