Alla fine questa mattina non sono riuscita ad andare ma, potendo per le lezioni, sono uscita oggi. Mio zio aveva bisogno di un passaggio e così, come si dice, ho preso due piccioni con una fava. Sono uscita di casa alle 14-40 per rientrare più o meno sconvolta alle 17.20.
Ho preso un dolce(sob) ma è talmente dolce che credo se lo mangeranno mia mamma e mio zio. ( meglio per me)
Allora... note positive? ho camminato per un'ora e questo fa bene.
Note negative? sono stata malissimo.
Allora, punto 1- tralasciamo il perenne livello base di panico... in un paio di occasioni mi sono ritrovata ferma al semaforo rosso bloccata, non potevo andare avanti, non potevo andare indietro... istanti di puro terrore, pensavo di impazzire. In effetti sul tempo totale passato fuori, sono questi momenti che ti segano le gambe, momenti brevi ma che ti stravolgono.
Punto 2- mi sono ritrovata per un po' in un parcheggio di fronte ad un asilo nido. Arrivavo da uno dei momenti più critici per il panico, vedevo le famiglie, i bimbi... senza accorgermene stavo piangendo. Perché? Perché ho avuto la percezione che non sarò mai in grado di avere dei figli. Sono troppi gli anni in cui ho perso il controllo su me stessa per pensare che le cose miglioreranno al punto da permettermi di avere un figlio. Un compagno forse, un figlio no. E mi sono sentita vuota, oltre che esausta.
Mi chiedo se sarà sempre così: ogni volta che esco, sarò sommersa da un'infinità di emozioni potentissime e in linea di massima spiacevoli?
Vedremo...
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