Sono sempre stata una persona piuttosto empatica, anche da piccola. Poi da adolescente... non sapevo perché questo succedeva, ma mi rendevo conto che sapevo capire le persone, i loro pensieri, i loro bisogni...
Mi succede anche adesso, anzi ancora di più perché ora vedo anche le sfumature, nello sguardo, nella voce, nei gesti. La mia esperienza con il panico, qualcosa che prima non avrei ritenuto possibile, mi ha dato anche la capacità di vedere nel meno ovvio, nel meno immediato.
Non mi dispiace, certo, come mi viene detto spesso, assorbo tutto come una spugna e finisco per stare male anche per questioni che non mi riguardano direttamente ma preferisco così piuttosto che non capire nulla. Il necessario ora è darsi una sorta di manuale da seguire, un prontuario per imparare come fare di fronte alle situazioni.
Soprattutto con i ragazzi. Leggo nei loro occhi il disagio e vorrei tanto fare del mio meglio per poter essere utile, anche magari mentre ripassiamo le disequazioni. Una frase, un commento, un suggerimento... tutte le occasioni possono essere buone per cercare di far star meglio quelli che abbiamo vicino.
Ci proviamo?
Io direi di sì... 💖💖💖
Per questo, spesso anche nei racconti che scrivo, ci sono personaggi che si occupano degli altri, che sanno impegnarsi per loro, che sanno capirli; un modo come un altro per insegnare anche a me la strada da percorrere.
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