2 brioches al cioccolato;
una manciata abbondante di anacardi;
una manciata di patatine;
una decina di caramelle gommose;
un bicchiere di gazzosa.
Questo è l'elenco di quello che ho mangiato ieri sera verso le 23 nel giro di pochi minuti.
Sì, ci sono state abbuffate decisamente più abbondanti, ma non è quello il peggio. Il peggio è che, a ben vedere, nemmeno ne avevo voglia ma ho mangiato lo stesso per consolarmi.
Per consolarmi ho mangiato cose che fanno male e di cui nemmeno avevo voglia.
A volte ho l'impressione che il mio cervello si prenda delle pause.
Ieri ho alternato attacchi di panico piuttosto consistenti per buona parte della giornata, che poi verso sera fossi frustrata e nervosa e triste e insoddisfatta ci può stare, ma che senso ha riempirmi di cose che poi nemmeno vorrei? A volte riuscire a trovare il bandolo della matassa in quello che vivo è impossibile. Perché complicarsi la vita così? Perché?
Se questo ragionamento malsano di sfogare nel cibo ogni emozione, pure quando non ne sento il motivo, non passa, non riuscirò mai a perdere peso. Questa è la semplice realtà.
A 130 kg non perdere peso non è un'opzione, così come non lo è farlo malamente per poi riprendere più chili di quelli persi. Certo, in mezzo a tutto quello che provo, può sembrare impossibile pensare di riprendere un minimo di controllo proprio sul peso, ma se invece avessi una possibilità?
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