E... no, non ce l'ho fatta. Niente esami del sangue questa mattina. Apparentemente un motivo sensato c'è: essendo in pieno ciclo forse non è il momento migliore per andare a misurare il ferro, ma lo sapevo anche ieri questo. Se non sono andata è perché sono di nuovo ko. Alcune porcherie che ho ingurgitato ieri sera di sicuro non sono d'aiuto, ma il mal di stomaco che ho è qualcosa di diverso. E' quel buco che l'ansia mi ha creato anno dopo anno.
E che continua solo a mostrarmi tutto ciò in cui ho fallito.
Non riesco a fare a meno di confrontarmi con chi ho vicino, e non solo il confronto è impietoso per ciò che concerne la mia soddisfazione personale ma anche nei confronti dei 'doveri' verso i miei famigliari. Insomma, genitori anziani, figlia 'giovane' ci si aspetterebbe qualcosa di buono. Invece niente. E questo dover dipendere ancora da loro per ogni cosa è l'emblema di qualcosa che non avrei voluto mai essere. Io che ero indipendente e autonoma a 6 anni…
Solo che poi la domanda di riduce a una: come mai è così difficile cambiare? Voglio dire… posto che sto male per il panico a ripetizione, possibile che qualcosa in testa non scatti per dire: stare male per stare male, tanto vale magari stare male un filo di più( magari anche tanto) ma provare a cambiare qualcosa. Perché oramai al panico in sé si somma quello per tutto ciò che non faccio, ed è veramente uno stare male all'infinito!
I vari libri sul panico che ho letto e che parlano di persone che poi ce l'hanno fatta anche dopo 20 anni hanno tutti questo in comune: il fatto che ad un certo punto si è detto basta, costi quel che costi provo a cambiare.
E' possibile che nonostante tutto io non sia ancora arrivata a toccare il proverbiale fondo per poi cambiare rotta? E in tal caso, bisogna proprio arrivarci prima di considerare seriamente l'idea di inseguire una vita migliore?
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