Sia io, che mio padre, che mia madre abbiamo problemi con il peso. Fino a 14 fa ero io quella con meno chili in più, ora è mia madre. Comunque il problema c'è. Fortunatamente i valori del sangue sono più o meno nella norma, a farne più le spese sembrano essere le ossa…
Invece mio zio è l'unico componente del quadro che non ha problemi di questo tipo. Mangia un sacco, ma brucia ancora di più. E ha la mente di una persona magra: cioè la capacità innata di mangiare solo a pasto e di riuscire a non pensare al cibo per tutto il resto del giorno. Per chi ha la mente da magro è difficile capire come una persona possa arrivare ad un'obesità grave come la mia, per uno capace di autoregolarsi ci si sarebbe potuti fermare un milione di volte prima di arrivare a questo punto. Se poi si aggiunge al quadro il discorso panico, vedo proprio da come mi guarda che per lui sono diventata una sorta di enigma totale: per lui è tutto facile, tutto bianco o nero, tutto da sistemare con estrema semplicità, con un po' di tempo ovvio, ma in modo estremamente lineare.
Capisco che per chi non ha mai avuto certi problemi, la logica risolutiva sia molto chiara e facile. Riesco, almeno in parte, a vedermi con i suoi occhi, perché prima del panico, ero anche io molto netta su alcune posizioni. Curiosamente però i suoi commenti non sempre mi fanno lo stesso effetto, se a volte non mi danno particolari reazioni, se a volte arrivo persino a capirli, se a volte invidio la sua 'ingenuità' su alcuni fronti, altre mi danno davvero ai nervi, perché se fosse così facile avrei già agguantato la soluzione da un pezzo, no?
Eppure credo che ogni tanto provare a guardare ai problemi dalla prospettiva più semplice, per non dire proprio semplicistica, potrebbe anche essere d'aiuto.
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