lunedì 4 marzo 2019

Uscire anche oggi faceva un po' parte del piano. Credere di non farcela era l'ovvietà della situazione, pensare di non andare la quasi ovvia conseguenza.
Invece mia madre mi ha chiesto di andare a comprare una lampadina e ho accettato. Sono stata via circa 45 minuti e se l'andata è stata così così, il rientro è stato molto pesante. Ma va bene.
In ogni caso il punto è che mentre ero al supermercato, a quell'ora decisamente troppo affollato per i miei gusti, una signora anziana alle casse era un po' in difficoltà perché la cassiera non aveva visto le bottiglie d'acqua e, essendosene accorta dopo averle dato il resto, le stava chiedendo di pagarle a parte. Tra resti, scontrini da controllare e altro, la signora era un po' in tilt e io per lei.
Mi è successo anche ieri. Di fronte alle difficoltà di altri, sto male io. Non sono le prime volte che capita, non saranno nemmeno le ultime, ma non posso fare meno di chiedermi perché. Voglio dire, non ne ho abbastanza dei miei di casini? Devo assorbire anche quelli degli altri? A quanto pare è così. Per certi versi però è stancante. Cioè, ero alla cassa titubante perché non capivo se riuscivo a stare in piedi o meno, ed ero preoccupata che la cassiera, esasperata, se la prendesse con una signora anziana e visibilmente in difficoltà. Cosa che non è successa per altro… ma è chiaro che questa empatia esagerata rischia di prosciugare quel poco di energie che ho.

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