martedì 12 marzo 2019

Come ho detto ieri, alla fine anche la questione università mi è un po' esplosa tra le mani, nel senso che o metto via il pensiero o cambio rotta. Oggi sono andata a sbirciare alcune cose e mi sono resa conto che, volendo proseguire, avrei dovuto cambiare a tutti i costi perché un sacco di esami e professori non ci sono nemmeno più. Sfioriamo il ridicolo, ma se penso a quante volte le cose mi sono sfuggite di mano mi viene da piangere. Non riesci ad affrontarle e quando poi ce la fai, ti accorgi che è tutto diverso, e che quello che hai fatto è stato inutile e che devi ricominciare da capo. Benvenuti nella mia vita… Il discorso università poi è ancora più significativo, in parte per i tantissimi anni passati in mezzo, per le esperienze non fatte, in parte per i soldi, in parte perché davvero è cambiato tutto un sacco; sia come sia è uno spiraglio sul vero significato della frase 'ho perso un sacco di vita'. E mi rendo conto che sebbene abbia sempre in bocca questa frase, in realtà non ho davvero mai accettato tutto quello che ho perso. Non ho accettato questi anni, non ho accettato la mia malattia. Quindi i miei limiti.
Non so nemmeno se sono pronta a farci i conti ora. E dico solo tra me e me senza coinvolgere altri in mega drammi. Avrei dovuto finire tutto a 25 anni, per poi aprirmi alla vita, invece ora nelle migliori delle ipotesi ne avrò 40. Senza un compagno, senza figli… No. Non riesco a venire a patti con il mio passato.
Solo che, stando così le cose… ho qualche possibilità di riuscire a mettere questo dannato punto fermo per andare avanti?

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