sabato 11 novembre 2017

11-11-2017


Questa mattina sono uscita per il mio solito impegno del sabato. Che stessi male non è una novità, però essendo quella che io chiamo ansia asciutta, cioè ansia alta ma senza sintomi tra mal di pancia/testa/stomaco et similia, sono riuscita ad andare senza prendere le gocce di ansiolitici. L’incontro con i ragazzini è andato bene, ma con gli adulti no. Perché?

1-      Perché mi sentivo inadeguata ad ogni confronto, tra chi viaggia, chi fa una cosa, chi un’altra, io non mi sento all’altezza. Ma il dato oggettivo di tutto quello che non faccio è palese. Non è solo nella mia testa, non riesco, non posso reggere confronti.

2-      Perché mi sento emotivamente sempre troppo sollecitata. Non arrivo a pensare che ‘tutti ce l’hanno con me’, ma sento troppo le emozioni e così facendo, finisco con il dare un’importanza esagerata a sguardi, frasi, parole così blocco ogni rapporto… e questo, unito con l’insicurezza/inadeguatezza è micidiale. Non so se uno sia la causa dell’altro o siano solo presenti in contemporanea ma è un vero macello.

3-      Anche se andasse tutto bene, non posso pensare che quell’ora di impegno con i ragazzi possa darmi tutto quello che mi manca nella vita sociale. Può essere un bell’impegno e dare anche soddisfazione, ma non è qualcosa che può sostituire il resto della mia vita.

4-      Per cui mi sento sola. E sono sola con poche prospettive di cambiamento perché l’insicurezza e quello stare sempre sul chi vive, rende difficile creare rapporti, sia ex novo, sia recuperare quelli vecchi. In effetti mi rendo conto che per molte cose, più che viverle, le sfioro soltanto, e mi lascio solo sfiorare. Perché tutto è troppo intenso.

5-      Alla fine che immagine rimando agli altri? Un cartonato vuoto, bloccato, mai sciolto.

È allucinante vivere una vita del genere. Sono solo l’ombra di me stessa, di una me stessa che non so più nemmeno come è. Se solo riuscissi a non pensarci per un po', mentre mi impegno magari a risolvere altre parti del problema… invece tutto è solo un pastrocchio di solitudine e insoddisfazione, mentre mi perdo sempre più nel vuoto di un’idea che non so più nemmeno definire. Tutto questo è spaventoso.

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