Questa mattina
sono uscita per il mio solito impegno del sabato. Che stessi male non è una
novità, però essendo quella che io chiamo ansia asciutta, cioè ansia alta ma
senza sintomi tra mal di pancia/testa/stomaco et similia, sono riuscita ad
andare senza prendere le gocce di ansiolitici. L’incontro con i ragazzini è
andato bene, ma con gli adulti no. Perché?
1-
Perché mi
sentivo inadeguata ad ogni confronto, tra chi viaggia, chi fa una cosa, chi un’altra,
io non mi sento all’altezza. Ma il dato oggettivo di tutto quello che non
faccio è palese. Non è solo nella mia testa, non riesco, non posso reggere
confronti.
2-
Perché mi
sento emotivamente sempre troppo sollecitata. Non arrivo a pensare che ‘tutti
ce l’hanno con me’, ma sento troppo le emozioni e così facendo, finisco con il
dare un’importanza esagerata a sguardi, frasi, parole così blocco ogni rapporto…
e questo, unito con l’insicurezza/inadeguatezza è micidiale. Non so se uno sia
la causa dell’altro o siano solo presenti in contemporanea ma è un vero
macello.
3-
Anche se
andasse tutto bene, non posso pensare che quell’ora di impegno con i ragazzi
possa darmi tutto quello che mi manca nella vita sociale. Può essere un bell’impegno
e dare anche soddisfazione, ma non è qualcosa che può sostituire il resto della
mia vita.
4-
Per cui mi
sento sola. E sono sola con poche prospettive di cambiamento perché l’insicurezza
e quello stare sempre sul chi vive, rende difficile creare rapporti, sia ex
novo, sia recuperare quelli vecchi. In effetti mi rendo conto che per molte
cose, più che viverle, le sfioro soltanto, e mi lascio solo sfiorare. Perché tutto
è troppo intenso.
5-
Alla fine che
immagine rimando agli altri? Un cartonato vuoto, bloccato, mai sciolto.
È allucinante vivere una vita
del genere. Sono solo l’ombra di me stessa, di una me stessa che non so più
nemmeno come è. Se solo riuscissi a non pensarci per un po', mentre mi impegno
magari a risolvere altre parti del problema… invece tutto è solo un pastrocchio
di solitudine e insoddisfazione, mentre mi perdo sempre più nel vuoto di un’idea
che non so più nemmeno definire. Tutto questo è spaventoso.
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