sabato 18 novembre 2017

Una vita diversa è possibile. Ogni giorno un po' diversa fino a che non lo sarà molto

Uscire di casa questa mattina è stato complicato, parecchio. Non tanto da allerta rossa rossa, ma abbastanza da farmi arrivare a destinazione tesa e preoccupata. Rientro tutto ok, lezione fino alle 16 tutto ok... ma nella mente quella strana voglia di uscire ancora nel pomeriggio, con un'ansia appiccicata addosso, lontana dal livello panico, lontana dal livello niente, speravo che uscendo, o con un attacco vero e proprio o perché sarebbe scesa me la sarei scrollata di dosso. Alle 16.30 ero ancora a casa, alle 17 idem, combattuta tra l'idea di rassegnarmi e la voglia di andare, fosse solo per prendermi l'ennesimo dolce, fosse solo per dimostrarmi che posso uscire anche solo per il gusto di farlo, non sempre e solo quando ho uno scopo. 17.30 oramai ero quasi lì lì per mettermi comoda con un libro, fino a che mi sono resa conto che comoda non ci sarei stata, che la frustrazione per non essere uscita, per non aver fatto ciò che avrei voluto, non mi avrebbe concesso tregua. E così alle 18 sono uscita, e sì sono andata al supermercato e no, avrei dovuto fare altro. Ma sono andata e sa il cielo quanto è importante e quando sono uscita al momento sono stata peggio. Il tragitto è stato strano, intenso, sentivo quasi i nervi dello stomaco sciogliersi, allentarsi... rilassarsi? Poi, ferma ad un semaforo con le mani agguantate al volante, ho ripensato ai sabati sera della mia adolescenza pre-panico, quando il sabato sera ci si preparava per andare in discoteca, a come era bello, a quella speranza che sarebbe successo qualcosa di piacevole, magari un po' eccitante, e se no pazienza, ci sarebbe stato il sabato dopo, la domenica pomeriggio dopo...
Ferma a quel semaforo ho pianto pensando che la mia conquista per il sabato sera sarebbe stato riuscire ad arrivare al supermercato per comprare cose che mi avrebbero fatto male. Quanta differenza dal passato... da quei sabati sera pieni di colori, di allegria, di facce amiche... di musica. Fa male pensare al passato, e sembra che non riesca a farne a meno, forse dovrei impormi un limite, un tot di minuti di malinconia al giorno e poi basta. C'è un futuro anche per me, anche se non ho più 20 anni, anche se la strada non è quella che avrei sperato, anche se parecchie cose sono più complicate, ma guardare continuamente indietro non aiuta ad andare avanti, non aiuta a vedere le possibilità che ho.
Questa sera dovevo andare. Dovevo andare proprio perché non era un impegno con altri ma solo con me stessa. Ma di giorni così ne devono arrivare altri perché la mia vita abbia un sapore diverso. Una vita diversa è possibile. Ogni giorno un po' diversa fino a che non lo sarà molto.

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