Per quanto mi riguarda, non è un mistero che il panico(o le forme meno forti, come vari livelli di ansia), giochino un ruolo, aimè, determinante, nei confronti della lotta contro l'obesità. In vari modi più legati al movimento, se pensiamo al fatto di come mi sia impossibile gestire un impegno, palestre, corsi di ballo... Ma soprattutto per quanto concerne l'uso del cibo come valvola di sfogo sulle frustrazioni. In effetti è solo di sera, quando gli impegni sono apparentemente conclusi allora mi concedo il relax che di norma purtroppo per me si accompagna all'assunzione di dolci. Il problema è che pur senza arrivare a scomodare il termine di abbuffate standard, ci vuole davvero poco a ingurgitare 500/600 calorie. 2 brioches ed è fatta, se poi si aggiunge anche una manciata di patatine e un bicchiere di una bevanda... ecco che nel giro di poco, senza parlare di abbuffate, assumo comunque il corrispettivo quasi di quello che dovrei assumere in un giorno intero.
Come si potrebbe evitare? Be', riuscire a sviare l'attenzione nei momenti critici sarebbe l'ideale ma quando la misura è colma e la giornata di panico ha già ridotto ad uno straccio la tua capacità di resistenza, credo che da sola non ce la farei mai. In effetti credo che quello che servirebbe davvero potrebbe essere una chat, qualcosa in tempo reale con cui parlare di questo, condividere i timori, i dubbi. Forse funzionerebbe, forse no ma di sicuro mi sembra più affine al mio problema del chiudermi in qualche clinica per un paio di settimane, perché poi, una volta uscita da lì... le sere ci sono ancora. C'è una grande componente emotiva in questo mio problema e la chiave e la gestione delle emozioni. Del resto è la stessa cosa che mi autoassolve quando magari spendo 200 euro al mese in libri, cioè tutto quello che mi resta, anche se ne ho ancora a centinaia nella libreria che non ho ancora fatto a tempo di leggere. Cibo, libri... sono due cose a cui non riesco a dire di no perché sono tutto ciò che credo di avere. Credo che la partita si giochi tutta in quel 'credo di avere'. Perché anche fosse così, e non lo è, più me ne stacco, più riuscirò ad inserire altro. Per cui se il grosso è un cambio psicologico alla visione della cosa, aiuti in diretta, come la condivisione del problema, potrebbero essere un passo molto utile.
martedì 21 novembre 2017
Cibo, libri... sono due cose a cui non riesco a dire di no perché sono tutto ciò che credo di avere
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