Sono uscita di casa per recarmi al mio solito impegno del mercoledì alle 17. Serve dire che stavo malissimo? Ma non era tanto un'ansia con conseguenze 'fisiche', quando mentali. Nel breve tragitto in auto ho dovuto trattenere le lacrime per evitare di far colare il mascara. Perché? Perché mi sentivo totalmente e completamente incapace, di tutto, per tutto, per ogni situazione. Totalmente incapace e inadeguata e insicura. E triste. Come se tutto il malessere 2.0 ora si riversasse in questo perenne e costante malessere. Malessere che per inciso come si lega con tutto il resto del mio stato? Con il panico ad esempio? anche se non è difficile capire che se uno sta sempre così con gli altri, il panico ne è una conseguenza quasi ovvia. Camminavo per la città... e se non pensavo di dover andare a lezione, be', un po' sentivo spazio anche per me, sentivo di avere un posto. Ma se pensavo alla lezione, ogni libertà, ogni benessere spariva. Con i ragazzi dopo è andato tutto bene ma l'idea che domani devo andare dal dentista mi spianta. Altra insicurezza, altra paura. Altro disagio. Così è difficile andare avanti. Difficilissimo. è solo l'emotività enorme che devo, come detto ieri, regolare un po'? O è ancora il sintomo di tutto quel molto che non funziona e che non funzionerà mai? Ho paura. Il tempo passa troppo in fretta senza risultati degni di nota.
Quale sarà il futuro di tutto questo? O meglio, ce l'avrò un futuro vero, appagante e coinvolgente? Fatto di piacere, oltre che di un dovere che mi sega lo spirito? Tutto è da rifare, ho deciso di cominciare dal peso, mettendo in stand by lo studio. Ma basterà? Sarò in grado di gestire l'aspetto privato? Hobby, passioni, amici, amore? Per questo voglio credere nel programma sul peso, perché come primo passo sia lì a dirmi che di passi ce ne saranno per forza di cosa altri.
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