sabato 18 novembre 2017

tempi 2

Ore 9,24 del mattino e già mi sono fatta una 'dose' dei miei ansiolitici. Perché? Perché ho paura. Paura del tempo. Lo accennavo ieri ma a causa di alcuni discorsi fatti in serata, questa paura sta diventando ingestibile. Ho paura di non avere più chance, che il tempo passato male per la malattia, non solo sia passato ma che abbia ipotecato troppo del futuro, impedendomi di vivere anche quello. Non è solo il fatto di essere indietro su qualsiasi tabella di marcia, lavorativa, di studio, affettiva... ma è più l'idea di non potermene creare nemmeno una mia di tabella. Come se il tempo fosse semplicemente esaurito, fuori controllo senza possibilità di appello. Perché non mi sono ancora costruita una strada e mia mamma ha paura di quello che succederà quando i miei non ci saranno più. Ne ho paura anche io perché mi rendo conto di non essere per niente autosufficiente ma anche perché dopo anni di niente, né per me né per loro, fa male pensare che potrebbero non esserci quando finalmente combinerò qualcosa. Per questo speravo tanto nella scrittura, per questo vorrei tanto riuscire davvero a perdere peso... perché sarebbero traguardi che potrebbero verificarsi già subito, adesso.
Non vedo il futuro come un alleato ma come un tempo di solitudine e altre paure.
E tutto questo è pesantissimo da portare nel cuore, non è uno stimolo a fare bene, è solo paura che si somma a quella che già ho.

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