Un tempo per tutto... mi veniva da ridere dal nervoso mentre si diceva questo e io stavo ancora smaltendo l'attacco di panico di oggi. Un tempo per ogni cosa... già, ma quali cose esattamente? I miei sono via da dieci giorni e sa il cielo quante volte, pensando alla volta successiva che mi sarei trovata a casa da sola, mi immaginavo in una maratona di sesso con il mio ragazzo, o anche solo per svago... be' il tempo dell'amore e/o del sesso per me non è ancora arrivato. Immaginavo cene, feste, semplici ma intime... ma niente. Immaginavo la possibilità di godermi la mia casa, i miei spazi, i miei tempi... con semplicità e benessere ma il tempo dello stare bene non è ancora arrivato. Nemmeno il tempo delle scelte. L'attacco di panico di oggi mi ha spiantata in effetti, ma solo all'inizio perché è ovvio che dopo dieci giorni di ansia a mille, un attacco era quasi comprensibile vista anche la tensione e la stanchezza che continuo ad accumulare. C'è un tempo per tutto, a me sembra già solo ansia e paura per tutto il tempo. E quando mi rendo conto di quanto stia durando questo "tutto il tempo", mi sento mancare, è come se il terreno sotto di me si aprisse, anche se sono seduta, come mi è successo questa sera mentre sullo schermo scorrevano le immagini e le parole del tempo per ogni cosa.
Perché ad un certo punto ci deve essere anche il tempo senza fatica, e il tempo in cui si ha voglia di stare bene, o meglio il tempo in cui SI STA BENE. Per ora ancora non ci siamo. Così mi sveglierò domani mattina con l'ansia a mille per la lezione con l'alunna nuova, poi ci sarà la preoccupazione per quelle vecchie, la sensazione di incapacità. Poi mi siederò a tavola, sola, spiando i miei vicini in coppia, e li invidierò, immaginando scene di baci, di amore, di sesso, di condivisione, mangerò un pezzo di torta. E mi renderò conto che anche per questa volta il tempo di cambiare sta sfumando nel tempo che sempre è uguale. E penserò ai miei 16 anni... a quegli ultimi barlumi di un'adolescenza serena, di una vita serena, e sentirò la mancanza di quella ragazzina che poteva ancora credere di avere davanti una vita normale. POi sentirò l'ansia aumentare, prenderò le gocce, accenderò il computer, guarderò un telefilm cercando di convincermi che questa la normalità per me. solo che una parte di me non lo accetterà e allora, di nuovo, si metterà a sognare che la prossima stagione anche per me ci sarà un tempo per amare, ridere, sognare e stare bene... mentre le lacrime cadranno sul tavolo.
e arriverà il tempo in cui, una bella mattina, mi alzerò dal letto e mi renderò conto che, in modo sano, me ne frego di quello che sta per succedere? Cioè, affronterò le cose senza starci male ma con il giusto distacco?
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