lunedì 12 marzo 2018

un fatto, 5 #paure, una #notte

Ogni tanto capita ancora che un suono, un rumore, uno squarcio di paesaggio, per qualche breve secondo mi facciano sentire ancora quella di una volta, quella che in cuor mio vorrei essere ancora. E' mezzanotte passata ma faticherò a dormire perché ho paura che arrivi domani per l'incontro con la potenziale nuova alunna da seguire. Mi sento così frastornata e sto male.
1- perché come di fronte ad ogni cosa nuova, mi sento incapace di affrontarla.
2- perché ho paura di non esserne all'altezza sul serio.
3- perché per cercare di far fronte a questa paura del cavolo, ho accettato.
4- perché in realtà non mi sentivo neanche di poter rifiutare per una sorta di dovere non so bene verso chi.
5- perché tutto sto casino mi spinge a non capire più di cosa sono effettivamente capace.
Quindi, per un fatto, sto male in 5 modi diversi che in teoria dovrebbero quasi autoannullarsi, invece si fondono in un malessere che mi fa piangere. Di nuovo.

Pensando agli alunni che seguo... alcuni ho iniziato a seguirli alle medie e ora sono già più che diplomati... il tempo passa così alla svelta... io non sono cambiata più in questi anni, non ho raggiunto nulla. Questa consapevolezza insieme alle emozioni di cui sopra, mi rendono triste, ma di una tristezza radicata nel profondo. Si può cambiare, perdere, ricominciare... si possono fare mille cose ma io non ho fatto nulla e invece sento sempre di più una assurda voglia di vivere senza paure... ma come si fa? Come si fa???
Sono stanca che la notte sia diventata un ponte verso costanti paure...

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