venerdì 2 marzo 2018

la paura, un buco nero...

Sebbene non sia raro che il mio cervello decida di incartarsi sugli stessi pensieri, mentre il cuore prova le stesse emozioni, per dei periodi, devo ammettere che quello che sta succedendo ora è un po' anomalo. Anomala è sia l'intensità che la persistenza di questi sentimenti. Anomala è forse la chiarezza con cui mi si presentano i problemi, corredati però da una paura enorme perché non ho le soluzioni.
L'analisi è semplice: con la mia vita ho fatto un casino e ho paura di quello che mi aspetta e di rimanere sola. Non ho controllo su niente, i giorni passano senza che io riesca a costruire qualcosa e la paura aumenta. Da una parte sarei curiosa di capire dove mi porterà questo tunnel, dall'altra ho paura di finire in un buco nero senza via d'uscita. Non riesco a programmare, non riesco a decidere, soprattutto non riesco a fare. Ed è curioso il fatto che ci pensi così tanto proprio ora, ora inteso come mesi in cui tutto sommato esco di casa più spesso di prima, mesi con altissimi picchi di panico ma che poi mi lasciano svolgere, più o meno, ciò che devo fare.
O forse è normale, forse vedo un miglioramento e sono arrabbiata con me stessa perché non riesco a metterlo a frutto per costruire qualcosa per un domani, per me, per la mia sicurezza. Vorrei dirmi di smetterla, di godermi qualcosa che dopo quasi 20 anni mi viene un po' più facile ma evidentemente se sto così, non è un'idea in cui riesco a credere. Perché il tempo passa, veloce, le cose, e soprattutto le persone, non ci saranno in eterno e io devo farmi forza per poter costruire il mio futuro.
Che come corollario a tutto questo, io in queste sere stia mangiando come una disperata ogni sorta di schifezza è abbastanza scontato: di nuovo, totale mancanza di controllo.

Nessun commento:

Posta un commento