Un tempo più che sufficiente per rendermi difficile l'idea che le cose cambieranno.
Ho letto un libro sulle persone estremamente sensibili, e mi ci ritrovo in pieno. Anche più di quelli che parlano di una bassa autostima, per quanto poi non tirando insieme niente vorrei vedere come la si può avere stabile, l'autostima...In ogni caso... persone estremamente sensibili che sentono troppo ogni emozione, pensandoci capisco che ero così anche prima del primo attacco di panico, forse proprio questa mia caratteristica, insieme ad eventi esterni da me, mi ci ha portata, al panico intendo. Solo che, prima, la serenità, la gioia, il divertimento facevano parte del mio bilancio emotivo. Ora invece ho solo due emozioni, la tensione alle stelle correlata di disagio e la tristezza per tutto quello che non ho, che non vivo. Assorbo ogni emozione negativa, quelle positive mi creano invidia perché non sono io a viverle. E la speranza... la speranza è poco più che una specie di sogno fantascientifico, perché 17 anni così sembrano impossibili da cambiare. Mi sembra di non averne la forza, il coraggio, la capacità. Dopo 17 anni, chi sono io? Che cosa voglio?
Le cose funzionano solo quando mi stordisco di libri, di parole, di storie di altri, di film, di cibo... le cose funzionano quando riesco a perdermi in una realtà fasulla e per un po' dimentico la mia. Eppure mi rendo conto che questo pensiero è quasi un sacrilegio, perché letteralmente potrei prendere in mano la mia vita e farne ciò che voglio. O quasi. Ma non riesco a cambiare di una virgola.
A differenza di tanti momenti, anche molto più recenti che sono una nube grigia indistinta di niente, ricordo moltissime cose fatte in quelle vacanze di pasqua di 16 anni fa.
come si fa a tornare ad essere felici?
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