sabato 10 marzo 2018

#realtà, #capacità e #limiti

Rispetto alla giornata di ieri stavo per scrivere che è stata una giornata strana... ma poi mi sono fermata... strano forse implicherebbe un'anomalia che invece non c'è stata. Anzi, è stato il classico venerdì. Prima parte della giornata passata in una specie di limbo fuori dal mondo e poi pomeriggio di lezioni, fino alle 20. Pomeriggio remunerativo sul fronte economico ma bestiale per le emozioni. Ieri sera guardando a pezzetti alcuni film romantici e adolescenziali, mi sono accorta che oramai le mie settimane hanno solo due emozioni: disagio e livello panico. Andare a catechismo questa mattina è stato difficilissimo, stavo davvero male, ero stanca e triste. Questa notte ho sognato che due mie cugine erano in dolce attesa. Non ci vuole Freud per mettere insieme tutti i pezzi, vivo di emozioni sono negative, impegnata solo in cose che sono appunto un impegno, niente vita privata, nessuna relazione, niente svaghi se non la lettura bella ma troppo solitaria...Parallelamente per una serie di motivi che, se prendo le cose in modo oggettivo riconosco essere totalmente estranei da me, le ragazze che sto seguendo stanno collezionando insufficienze gravi, come mai prima, nelle materie in cui le aiuto. Davvero, razionalmente, con molta fatica, vedo che la cosa è oltre me, oltre le mie possibilità... ma direi che non è affatto strano che la parte meno razionale di me non veda altro che l'ennesima dimostrazione di quanto sono precaria anche nel mio lavoro. Soprattutto se anche le attività che svolgo come volontariato con i ragazzi in oratorio stanno venendo sempre fuori dei casini assurdi. Dubbi, dubbi, dubbi sulle mie capacità. Solo dubbi.
Per cui non stupisce che al pensiero di cominciare tutto da capo con una ragazza nuova lunedì mi venga la nausea, e la rabbia anche per aver accettato. Sono stremata. E tanto confusa...

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