Poco fa mi è tornata in mente la primavera del mio 3^ anno di università, quando dopo l'ennesimo crollo per il panico, sentendomi sola e disperata, avevo deciso che non avrei più frequentato, ma che sarei rimasta a casa. Provavo un mix di senso di colpa e sollievo ma in fin dei conti ciò che speravo era avere l'opportunità di rimettere le cose apposto. Avevo anche messo in conto qualche mese di fuoricorso, ci sarebbe potuto stare, perché credevo che sarebbe stata l'occasione per rimettere la mia salute in piedi. E in effetti sarebbe potuto essere così se avessi fatto qualcosa di mirato per sistemare le cose. Invece non feci nulla, sperando che il riposo avrebbe fatto tutto. Ovviamente non è andata così, ma che affinità ci sono con l'oggi? Quello che so è che sento una specie di cappio che mi si stringe al collo. Tempo, vita, tutto sfugge e oggi come allora, non muovermi nella giusta direzione può ipotecare altri parecchi anni. E poi allora forse sì che sarebbe tardi.
Ieri ho passato tutto il giorno con un dolore al ginocchio. Si potrebbero ipotizzare mille motivi, io resto sui 130 kg che mi porto appresso. Cosa voglio dire? Voglio dire che ci sono tante cose che mi risultano confuse, che non mi so spiegare e che mi impediscono di vedere il mio futuro, poi però ci sono anche una manciata di cose che non hanno bisogno di altro, potrebbero essere fatte e basta, da subito, da ora... che non risolverebbero tutto ma che sarebbero comunque una svolta, cercare di dare una sistemata al mio peso ad esempio... ma è come se questi fatti, senza una visione completa del mio futuro, che ora non ho e non riesco ad avere, mancassero di una loro dignità. Ed è un errore enorme, perché anche senza il quadro generale, risolvere alcuni problemi sarebbe risolvere alcuni problemi, cioè già un passo avanti rispetto ad ora. Ma questa paura, tensione, che avverto per il mio futuro mi fa sfogare ancora di più anche sul cibo. Mi serve qualcosa di nuovo, un punto fermo al quale aggrapparmi per iniziare questa lotta. Non capisco la mia vita, non ho un quadro preciso di quello che dovrebbe succedere ma fare un passo, raggiungere un traguardo, sarebbe sicuramente molto più di quello che ho, o non ho, ora. Perché non riesco a concentrarmi su questo? Perché deve essere sempre o tutto o niente dove, per i miei problemi, è sempre il niente a vincere?
già, perché?
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