lunedì 28 agosto 2017

PROGETTO: un'estate al mare

Una volta tornate ai nostri lettini, Daniela tolse dal suo zaino una busta e me la porse.

          “Che cosa è?”

“Leggila.”

Cominciai e più leggevo, più andavo rapidamente alla riga successiva.

Non potevo credere a quello che stavo leggendo.

“Un contratto?”, domandai sbalordita.

“Un contratto che tu ora firmerai davanti a me.”

Riuscii a trattenermi a stento dal dirle dove avrebbe dovuto metterselo quel contratto.

“No guarda, puoi anche evitare di fare quella faccia, perché sono sicura che se non ti dai delle regole non se ne farà niente.”

“Regole? Ma non è anche da quelle che dovrei prendermi una pausa?”

Daniela ridacchiò.

“Sì. Ci hai provato, apprezzo il tentativo ma non mi freghi con le parole. Qui servono, eccome.”

Riguardai il foglio.

“Be’, allora per amore di precisione, la regola è una sola: vuoi che esca almeno con 10 ragazzi.”

“Già… ma come vedi ho programmato una media di uno a settimana, escludendo quando avrai le tue cose…”

“ESCLUDI SUBITO CHE IO VADA A LETTO CON 10 RAGAZZI DIVERSI IN UN’ESTATE!”

“Puff, figurati se pensavo ad una cosa del genere. Non ci andrai in tutta la tua vita…”

Scherzava e io le risposi con una linguaccia.

“No, scherzi a parte, certo che non intendo quello, per quanto se dovesse capitare… più che altro la mia idea sarebbe quella che tu uscissi di casa per fare qualsiasi cosa, un cinema, una passeggiata… possibilmente con un ragazzo, tanto per non dimenticarti come si fa. E poi succeda quel che succeda, che siano quattro chiacchiere o un po' di pomiciate stile seconda media, e se proprio con uno ci scappasse del sesso, be’ GODITELO!”

Di fronte all’irruenza delle sue parole non potei che scoppiare a ridere, attirando ancora l’attenzione di quei ragazzini di prima.

“Oh Deb, mi raccomando però! Che sia maggiorenne!”

Mezzo secondo dopo, la mia salvietta le atterrò in faccia.

“Così impari a dire cretinate.”

“No, è che adesso va così di moda con i toy boys che magari…”

Questa volta a volare fu il mio abitino.

“Ok, ok, ho capito.”
.....

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