mercoledì 30 agosto 2017

ansia e relazioni famigliari

Molte volte mi ritrovo a leggere pagine e pagine di esperti riguardo l'importanza o meno di capire il passato per stare meglio nel presente. C'è chi sostiene sia inutile, o al più, un elemento utile ma non necessario. Forse dipende dal singolo caso, da quanto tempo è passato dalla comparsa della sindrome da attacchi di panico, dal carattere del soggetto... non so, quello che so è che in alcuni casi è fondamentale, e non per chissà che motivi teorici ma per evitare di ripetere nel presente quello che non va. Ma se quello che non va non dipendesse esattamente da noi? Ma dal comportamento di chi ci sta vicino?
Dopo quanto sta accadendo in casa mia in questi giorni, con mio padre che sembra costantemente in preda all'ira, pur sapendo che fisicamente non farebbe male ad una mosca, l'impatto emotivo delle sue parole è tosto. Mi sento come avessi l'influenza. Tutta indolenzita. Ora, secondo questo schema che non cambia, che potrei fare? andarmene di casa? Non posso permettermelo. Allora forse capire qualcosa di questo suo modo di fare, che insieme ad altre componenti mi ha fatta stare male e parecchio per più di un decennio, non sarebbe la strada giusta? Posso concentrarmi sul presente e ignorare tutto, ma così facendo, che cambierebbe che non è cambiato fino ad ora?
Forse impelagarsi totalmente nel passato è sbagliato, ma ignorarlo per me lo è altrettanto.

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