Il 'bello' dei libri sul panico, come su ogni cosa immagino, è che messi insieme dicono tutto e il contrario di tutto. Per un autore che esclude tutta la teoria a beneficio della sola pratica, eccone un altro che non solo parla di teoria ma va a spulciare pure la mitologia, per spiegare da dove arriva il termine panico e farci fare la conoscenza con il dio Pan.
In realtà non è la prima volta che ne sento parlare, già 14 anni fa quando lessi il primo libro sull'argomento, la storia di Pan era spiegata, ma all'epoca, a circa 19 anni il concetto di un Dio che premeva solo per farti ascoltare la tua voce interiore, per farti seguire la tua natura e il tuo istinto,, cioè farti essere quella che davvero sei, mi sembrava poco pertinente., o meglio mi sembravano solo parole al vento. Ero ancora nella fase senso di colpa per tutto, anche ora in realtà ma con qualche spiraglio in più, e più che pensare di essermi ridotta così perché non avevo ascoltato la mia voce interiore, credevo fosse perché non avevo ascoltato abbastanza quella dei miei genitori.
Ma ora... mi sembra tutto diverso.
Cioè, per assurdo quel personaggio mezzo uomo mezzo caprone, che urla e strepita per farmi seguire la MIA strada, comincia a starmi simpatico.In un mondo di finzione, qualcuno che lotta perché tu non ti perda nei meandri di mille maschere, bè... mi piace.
E dirò di più: per certi versi mi dà anche sicurezza perché è una sorta di bussola che dice, anzi urla, "Ehi! Finché ci sarò io nei paraggi, tu non ti perderai, non perderai mai del tutto la tua essenza, i tuoi desideri."
Mi piace.
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