Questa mattina alle 8.50 sono uscita, destinazione non paradiso, per fortuna, ma farmacia. Mi servivano gli ansiolitici e stando così le cose in casa, la voglia di chiedere a mio padre di andare non l'avevo proprio. Se devo dire un effetto subito evidente di questi giorni, è che forse sarà aumentata la paura, di sicuro l'insicurezza e quindi il bisogno di fare da sola. E non è un bene come sembra, perché ero già piuttosto carente in fatto di fiducia verso gli altri...
Comunque, visto il caldo ho cercato di andare il prima possibile, e le 8.50 non è stato male. In un'ora me la sono cavata, arrivata a casa sudata da far schifo ma in tempi decenti.
E oggi è stata una di quelle classiche giornate durante le quali l'obesità mostra uno dei suoi problemi più sul lato estetico che di salute vera e propria ma comunque importanti: l'abbigliamento. DI fatto tutte le signore che ho incontrato, tra abitini, sandali, gonnelline o al massimo pantaloni chiari, avevo bandito la mia unica divisa: maglia larga e pantaloni lunghi neri con scarpe da ginnastica, perché il peso sui miei piedi non è un gran ché.
Insomma, anche se i pantaloni erano i più leggeri che ho, anche se la t-shirt era la più chiara e fresca... d'estate non sono mai vestita adeguata alla stagione.
Così, ogni estate quando si presenta questo caldo, io me ne dico di tutti i colori per non essermi preparata, perché quando fa già molto caldo fuori, doversi portare appresso quasi 60 kg in più del normale e vestirsi come fosse sempre al massimo primavera, non va bene. Non mi aiuta e accentua poi ogni problema anche del panico.
Ho così tanta carne al fuoco che davvero mi chiedo che penso a fare. Non dovrei nemmeno aver tempo per pensare.
Io vorrei scrivere, guadagnarmi da vivere così, tra una storia e una specie di saggio più impegnato. Conosco il dolore, riesco forse a trasmetterlo quando scrivo ma se non riesco ad aiutarmi, a guarire me stessa, sarà impossibile riuscire essere in grado di trasmettere qualcosa di vagamente realistico.
Per parlare di questioni più frivole, probabilmente, dovrei essere in grado di viverle. Dovrei esserci arrivata anche nella realtà.
E quindi... che posso dire se non
BUON LAVORO
Nessun commento:
Posta un commento