Non so a cosa sia legato di preciso, ma durante l'estate, la prima parte della mattinata, appena alzata, è più difficile e se non ci sono cose particolari durante il giorno da affrontare che mi mettono in allarme, è la parte più pesante. Come se dopo il riposo della notte, io mi svegliassi senza il controllo del mio corpo, dei miei sintomi, e così l'ansia aumenta. In un quarto d'ora poi più o meno tutto si sistema ma non è certo il modo migliore per iniziare le giornate.
Tra i problemi in casa, il ciclo e il caldo, queste ultime settimane sono state davvero toste. Da un libro (l'ennesimo) che ho letto, pare che se il 25% più o meno, della popolazione, soffre almeno una volta di crisi d'ansia/panico, per circa il 2% diventa una malattia che cambia completamente lo stile di vita. In termini numerici non sembra nemmeno tanto il 2% eppure 20 persone su 1000 con la vita a scatafascio per questo, bè non mi piace.
Tra l'altro se è vero che le stime stanno sempre di più aumentando, mi sembra anche di non poter evitare di notare quanto i sintomi del panico siano anche quelli che si vanno via via sempre più diffondendo nelle generazioni di giovani, sempre più spaventati, fragili e insicuri verso il mondo esterno ma anche verso se stessi. Come se ogni adulto che soffre di panico, stia preparando la strada agli stessi sintomi meno acuti ma più diffusi in un ragazzo. Meno acuti ma più diffusi perché sembrano cominciare a permeare la loro vita in una maniera quasi inevitabile.
Forse non siamo ancora pronti a tutti questi cambiamenti.
Forse non lo saremo mai, ma non possiamo permetterci di ignorare la cosa.
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