Forse per l'essere umano è normale, quando l'attualità propone una scia di violenza e fatto orribili, ripiegarsi su se stesso. Non per cattiveria ma per andare avanti.
Non so, so che alla lunga è un atteggiamento molto pericoloso ma è quello che mi sta succedendo in queste ore. Come a volermi isolare dal mondo esterno, sto pensando al mio mondo interiore.
Forse è solo umano, non so...
E rintanata in questo mio 'mondo dentro', proprio a confronto con la gravità del fuori, mi appare così evidente che siamo davvero nati non per seguire un unico sentiero, ma per percorrere strade diverse, per essere noi stessi, per stare con gli altri, per cercare di essere felici. Ora me ne sto rendendo conto davvero. E forse comincio anche a venire a patti con il mio passato, se la strada non è fatta solo delle medesime mete da raggiungere tutti insieme a seconda dell'età, allora anche un percorso più contorto, può essere difficile, più lungo, ma riportare comunque sulla strada giusta.
Giusta per chi la percorre.
Credo che l'unico punto sia però arrivare a qualcosa. Ecco, io voglio arrivare a qualcosa. E questo qualcosa per me è soprattutto la scrittura, nella quale mettere idee, con la quale trasmettere ciò che per me è importante.
Riuscire a fare di questo un lavoro, mi aprirebbe varie opzioni anche sul come usare il resto del tempo. Lavoro, impegno, entusiasmo... Io voglio crederci un po' di più. E vorrei tanto che qualche risultato cominciasse a farsi vedere.
La paura domina in alcune circostanze, vivere secondo il proprio cuore può essere una strada. Che sia lavoro, affetti, svago... l'unico modo è concedersi la libertà di diventare ciò che si è.
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