martedì 29 agosto 2017

E adesso? Adesso... NOI!

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Stefania se la ride, io un po' meno perché questo è un problema enorme dal momento che da qualche mese temo che la questione mi stia leggermente sfuggendo di mano.

Le sue mani, la sua voce, il suo sguardo… ogni cosa di lui ha il potere di accendermi, e quella sua leggera timidezza… Dio, mi farà andare al manicomio.

 

Al massimo della frustrazione infilo una mano sotto la stoffa bagnata e comincio a toccarmi, quasi con violenza e rabbia, l’orgasmo non ci mette molto ad arrivare ma è solo sfogo, non vero piacere.

Sono le quattro di mattina di un venerdì di fine giugno, mi sono appena masturbata in un modo alquanto triste e l’unica cosa che vorrei è urlare con tutta la voce che ho. Lui mi eccita, mi piace e se vado avanti così, sarà la mia rovina.

Faccio una capatina in bagno per rinfrescarmi prima di tornare a letto e cercare di dormire ancora un paio d’ore in attesa che la sveglia suoni e la giornata cominci.

Mentre mi guardo allo specchio, mi faccio anche un po' pena.

“Davvero una vita da sogno eh bella mia…”

Levo la camicia da notte fradicia e penso che, nonostante il caldo, condividerei volentieri il letto con qualcuno.

Ma questo qualcuno non c’è e l’unica cosa che arriverà a farmi compagnia sarà l’ennesimo sogno, del tipo peggiore.

Quello che poi, una volta aperti gli occhi, ti lascia senza fiato dal male che fa.

 

Cerco di concentrarmi sul rumore che proviene dalla finestra aperta.

Rumore d’estate. Mi piace. Sento una musica che proviene da una cascina qui vicino, ci sono sempre tanti ragazzi che suonano e si divertono.

Beati loro, le scuole sono finite da poco e giustamente si godono il relax. Avverto un leggero moto di nostalgia ripensando al liceo, mah… forse è giusto sia così, immagino significhi essere cresciuti...
Così, persa in queste riflessioni pseudo filosofiche, riesco a riaddormentarmi tutto sommato piuttosto in fretta.

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