Non mi capita proprio spessissimo di cambiare idea su una cosa, ma di per sé non mi spaventa farlo. Francamente trovo molto più pauroso il fatto di non averne proprio, di idee.
Il mio futuro lavorativo è così: una specie di enorme lavagna con alcuni ghirigori lascito degli anni passati, sulla quale però non so che altro scrivere. Non so cosa voglio davvero, non so cosa saprei fare davvero. Tanti lavori in mente ognuno con un aspetto positivo, ma con mille punti di domanda. Non so che fare. Non so che fare e sento che non ho più tempo per pensarci. Il tempo è finito. Al di là delle qualifiche che non ho, non so proprio comunque che fare. A volte credo che vorrei un lavoro di gruppo, a volte credo che non reggerei legami lavorativi. A volte credo di voler un lavoro di responsabilità, a volte che con meno responsabilità starei molto meglio. Qualcosa di creativo o di routine? Aiutare gli altri? Che sia solo una fonte di reddito? Sì, sono anni che paciugo con l'università e mi scoccerebbe che alla fine non serva a niente, ma non so.
Insomma, anni e anni di malattia, anni e anni persi e ora altri che se ne andranno perché non ho la minima idea di che diavolo io voglia/possa fare. Cielo, sarebbero discorsi quasi fuori tempo a 23 anni, chissà a 33. Ho paura, non ci capisco niente
Come ho detto tempo fa, non sono più capace nemmeno di farmi le domande giuste. Altro che avere risposte.
Ma ho paura, sono terrorizzata dal buco nero che è il mio futuro.
La prima volta che sono rimasta a casa da sola stavo malissimo, ma avevo 20 anni, se non altro avevo dalla mia l'età. A volte pensare a quanti anni sono passati è come ricevere una mazza in testa, il pensiero di tutto il tempo perso è qualcosa che non riesco a comprendere, ad accettare, ad elaborare. Non può essere, non può essere davvero.
mi strapperei i capelli da quanto sono disturbata da tutto questo.
devo cambiare, devo capire, devo guarire.
Per favore, chiedo a me stessa di farmi il favore di guarire.
Mi sono estraniata per circa un’ora con un film. Quando mi sono staccata
un attimo da questo ho pensato alla mia realtà. e la mia realtà mi ha messo
paura, disagio… mi ha fatto stare male. E non ne posso più. non ha nessun senso stare così male. nessuno.
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