Ho passato mezza nottata, fino alle 4, in preda ad una tachicardia che non riusciva a passare e più si faceva tardi, più mi agitavo, consapevole che mi sarei alzata sempre più tardi. Di fatto è tutta la settimana che mi alzo dal letto tra le 11 e le 12, a volte come oggi, è per il poco sonno, a volte perché, pur svegliandomi prima, ho paura di quello che c'è fuori dal letto.
Guardo fuori dalla finestra, non c'è molto traffico in giro, la maggior parte della gente è a pranzo. Tra tutti loro, tra tutti i miei vicini, c'è qualcuno che prova la stessa angoscia per la vita? Se sì, reagiscono alla questione in modo totalmente diverso visto che sono sempre tutti in giro.
A volte mi capita di pensare a quanto sia "irrilevante" la nostra vita di fronte alla vita dell'universo, ai suoi tempi, ai suoi ritmi... e non lo penso per sminuire la nostra importanza, ma perché di fronte a quello, mi chiedo, che senso ha farsi distruggere dalla paura?
Eppure la testa non arriva a contrastare se stessa, i pensieri si ingarbugliano e la paura cresce, cresce, cresce...
Erano anni che non passavo un periodo con i miei lontani così disastrato.
Fuori controllo totale, al punto di restare immobile.
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