giovedì 14 settembre 2017

sentirmi sola nel mondo, e inadeguata per tutto

Ricordo, durante il primo anno di università, e quindi circa 13 anni fa, un istante in cui ero nel cortile. Mio padre mi aveva accompagnata prima di partire per il mare, stavo male, non so avessi un esame o solo lezione. Di fatto non ci fu niente di esterno di particolarmente significativo, eppure, ad un certo punto mi sentii sola. Spaurita e sperduta, con un senso di solitudine addosso devastante. Inadeguata per affrontare ciò che dovevo e allo stesso tempo dolorosamente cosciente di essere sola, che i miei non fossero in grado di fare nulla per me. Ricordo che mi sentii separata da loro come da una vetrata. Sola e impaurita e inadeguata.
Esattamente le stesse cose che provo ora, 13 anni dopo e molti anni di terapia dopo.
Combattere ogni santo giorno perché qualcosa sia più facile di una virgola, perché i miei limiti si amplino di 1 millimetro mentre dentro continuo a sentirmi sola nel mondo, e inadeguata per tutto.
Questo c'era alla base della comparsa del panico, un profondo senso di inadeguatezza che nessuno ha saputo mitigare. La domanda ora è: riuscirò a farlo io, ora, per me?
E certo che ora posso dire con certezza che il mio pensiero ha subito davvero un cambiamento, un approfondimento. Spero mi stia portando più vicina alla guarigione.

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