lunedì 11 settembre 2017

fatti della sostanza dei sogni... ma quali?

Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni... vorrei fosse vero, vorrei che fossimo fatti di sogni, di speranza... invece direi che siamo piuttosto fatti della stessa sostanza degli incubi, cattivi, vendicativi, rancorosi... Torno dall'esame medico di mia madre che fortunatamente è andato bene ma non riesco proprio a capacitarmi delle fette di salame che a volte abbiamo addosso e che poi insinua un pericoloso circolo vizioso.
LA consapevolezza che la mia non è stata un'infanzia serena come avevo sempre detto, mi ha mostrato una realtà completamente diversa. Una realtà in cui il mio essere ai margini di una famiglia tutta incentrata sui bisogni di mio zio, ha dato il via ad un torrente di dolore che sfocia solo ora, tra rabbia e recriminazioni. Tutta una vita spesa per aiutarlo e sentirlo sparare a zero su chi non ce la fa, mi fa andare il sangue al cervello. Debiti, fallimenti, drammi... e mia madre sempre a corrergli dietro, e io sempre ai margini, quasi a elemosinare un po' di attenzione, un po' di considerazione. Io che crescevo fragile , insicura, incapace di agire, lui anche con la differenza che lui aveva qualcuno su cui contare, io solo qualcuno che mi facesse capire quanto era delusa da me. E ora, di nuovo, lui con la prosopopea di raddrizzare la vita a tutti, assolutamente incapace di vedere la sofferenza che ha generato, incapace di avere compassione di chi, come lui, non ce la fa, ma che, a differenza sua, non hanno nessuno che può tamponare le cazzate fatte.
Ho sempre creduto che i problemi fossero più con mio padre, o mia madre, ma la perdita di mia nonna, l'unica che mi considerava davvero, in realtà ha messo a nudo l'equilibrio sbagliato all'interno della famiglia. Equilibrio in cui è mio zio il vero fulcro di ogni relazione. Anche di quelle che avrebbero dovuto riguardare me.
Ci sono più di 30 anni di dolore che stanno trovando sfogo. Perché adesso non lo so, pensare di andare avanti ignorando la cosa è assurdo perché sono emozioni devastanti.

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