giovedì 14 settembre 2017

in che direzione dovrei andare???

Qualche giorno fa ho scritto che da un po' di tempo a questa parte non faccio più quel sogno tremendo in cui vorrei parlare, urlare, ma non mi esce la voce. Come a dire che ora la mia voce esce, eccome.
Il grosso problema è CHE EFFETTIVAMENTE NON SO Più COSA VORREI DIRE. Cioè, io chi sono? Cosa voglio? Cosa cerco? E quindi, qual è la mia voce?
La prima volta che sono rimasta a casa da sola con i miei al mare è stato l'anno dei miei 20 anni, cioè 13 anni fa. Era più o meno questa stagione, ricordo che vestivo spesso con una tuta rosa all'epoca, anzi fuxia, e non mi stava affatto male, perché ero ancora solo sovrappeso, non obesa. Ricordo che in quella prima vacanza da sola, durante la quale stavo già male da qualche anno ma non abbastanza per credere che non sarebbe mai potuto cambiare nulla, mi masturbai per la prima volta. Ne avevo voglia da un po' e la casa tutta per me mi invogliò nella scoperta... Almeno qualche nota lieta... una voce che è rimasta la mia, un qualcosa che nella sua primitiva ricerca del piacere mi fa stare bene e presente a me stessa.
Perché in 13 anni troppe cose non sono cambiate facendo sì che alla fine sia cambiato tutto. In primis la percezione di potercela fare. E come secondo la consapevolezza di sapere che cosa fare. Oramai tra limiti, paure, insicurezze, io non so più cosa voglio fare. Se si aggiunge il fatto che, come a voler bilanciare questi anni di niente, a volte sogno in grande, di essere al centro dell'attenzione, in un lavoro pieno di gente, di bei vestiti, di responsabilità, io so di non capire più nulla di ciò che voglio.
E questo mi sembra grave perché da cosa si ricomincia in quei casi? Da quali domande?
Ad esempio in merito alle persone che dovrei incontrare dopo domani... è la mia insicurezza a colorare tutto di una tonalità così sgradevole o è perché sono stufa di fare quelle cose?
Tra il sogno irrealizzabile di guadagnare parecchio scrivendo e stando per parecchio tempo al mare, scrivendo anche di argomenti psicologici e gestire qualche associazione di beneficenza/strutture di aiuto per i ragazzi del doposcuola e mille balle... e il niente, cosa voglio fare davvero?
TRa il voler fare qualcosa che lasci il segno e non uscire nemmeno di casa... tra l'illusione di essere in grado di gestire persone al lavoro, avere una cerchia di amici infinita e il fatto che probabilmente per giorni non parlerò con nessuno... cosa c'è in mezzo?
Si sogna in grande per compensare la realtà, ma da cosa si ricomincia? Perché io non lo so più.
Ed è qui che si capisce di essere davvero nei guai, perché se per miracolo un giorno avessi la forza di fare un passo... be' in che direzione dovrei andare???

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