venerdì 15 settembre 2017

niente per me. Niente alla mia portata.

Sono circa le 21 e da un paio d'ore sono in paranoia totale per l'incontro di domani mattina. Francamente sia che vada bene sia che vada male, nulla potrà giustificare due giorni di ansia a questi livelli, per cui per certi versi è come se avessi già perso. Sono stata tentata di avvisare che non sarei andata e che non avrei potuto seguire la ragazzina, ma poi non mi sono sentita in grado nemmeno di disdire.
Penso di nuovo ai miei al mare, vorrei essere là. Penso a Marco, al calore del suo sguardo. Penso che lo vorrei, poi penso che non sarei in grado di gestire una relazione, con lui o con chiunque.
Penso che non capisco proprio come ho fatto a ridurmi così. Incapace di reggere qualsiasi confronto, qualsiasi legame, qualsiasi rapporto. Qualsiasi impegno. Io non so proprio come si può andare avanti così, stare così male per qualsiasi cosa... stando così le cose non arriverò da nessuna parte, perché questo non è un lieve nervosismo, questa è paura pura. E' la sensazione devastante che non ci sia posto per me. Che non ci sia niente per me. Niente alla mia portata.
ed è come se, al di là delle mille diverse declinazioni, si vedesse chiara e cristallina la paura originaria che mi ha accompagnato per anni e che ho sempre cercato di chiamare in modi diversi. Ma alla fin fine, era sempre e solo lei: paura.

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