Questa mattina sono uscita per accompagnare mia madre nel fare un paio di commissioni. Avevo un entusiasmo... :/ ho fatto fatica e si potrebbe obiettare: e dove sta la novità? La novità sta nel fatto che sono riuscita ad uscire e stare fuori per quasi 2 ore senza ansiolitici. Anche se abbiamo dovuto aspettare un po', sono stata quasi bene. Dico quasi perché un po' di tensione addosso l'avevo. MA gestibile.
Ecco in mattine come questa posso dire che sì, forse qualche passo avanti c'è stato e l'esercizio che sto facendo da aprile sta forse dando i suoi frutti. sì, nel mio discorso ci sono un sacco di 'forse' ma credo sia ovvio. sono troppo insicura per essere più definitiva, almeno per ora.
C'è però un fatto curioso: da che ho ricominciato a sbrigare alcune commissioni, in questi mesi sono finita spesso in una parte della cittadina che evitavo da anni. NOn di proposito ma perché se non vai in determinati negozi non è di strada a chi come me, percorreva i 2 metri strettamente necessari. E che posso dire, mi è piaciuto attraversare quei posti, un po' perché a differenza delle altre zone è meno contaminata da ricordi di episodi di panico. Un po' perché, curiosamente, ha una struttura e una conformazione che più di altre zone, mi ricorda il luogo dove sono stata in vacanza, forse per i bar, i negozi di scarpe e vestiti, un ristorante... e quindi ha un'aria più rilassata. Mi risulta difficile non contaminare un luogo con il mio malessere ma forse, e ribadisco il forse, ora si può fare.
Adesso sono stanca e il panico sta bussando alla finestra ma è bello dire che in un paio di frangenti, questa mattina mi sono quasi divertita.
Chissà che i miglioramenti possano farsi vedere più spesso ora.
Certo, è chiaro d'altro canto che misurare i miglioramenti a 33 anni pensando di essere riuscita a stare quasi bene per quasi 2 ore fuori casa, può sembrare ridicolo, ma credo sia proprio questo uno dei punti: smettere di vedere il mondo come percorribile solo in un'unica strada, smettere di confrontarci sempre e solo in un'unica luce. Le vite sono diverse, noi siamo diversi, le nostre esperienze lo sono.
RispondiEliminaPunto.