Il confronto con i miei coetanei, soprattutto coetanee, mi pesa. Mi pesa vedere le loro vite come specchio della mia, i loro obiettivi raggiunti come i miei mancati, e mi pesa soprattutto verso quelle persone che si vedono di rado, magari quando arriva la notizia del matrimonio, poi dell'attesa di un figlio e poi quando il figlio è arrivato. Mi pesa perché di anno in anno io non so mai cosa dire. Se non che non è cambiato niente. Per certi versi faccio le medesime cose da dieci anni e nessuna novità si è aggiunta al mio curriculum. Ovviamente non è colpa loro, ci mancherebbe, ma è così strano voler evitare il confronto? Per mia mamma è come scappare e basta. Ok, e se anche fosse? Cioè, c'è qualcosa di costruttivo in questo? Mi sembra solo di stare male per giorni interi, soprattutto quando arriva a ridosso di momenti già delicati come quello che sto vivendo ora, senza che riesca a ricavare nulla di buono. Per esempio non ho stimoli a migliorarmi, non ho sferzate di energia da investire per cambiare. Solo malessere che mi resta appiccicato per giorni. Non va bene e lo so.
Certo, capisco anche il punto di vista di mia madre: continuare a tirarsi indietro di fronte agli altri non può fare bene, mai. Siamo alle solite, mi sento una demente di fronte a chiunque, incapace di qualsiasi interazione umana. Indubbiamente pensarci troppo non ha giocato a mio vantaggio in questi anni ma cambiare tutto all'improvviso non mi sembra possibile. Non mi sembra davvero alla mia portata. Non ora, forse mai... e quindi?
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