mercoledì 19 aprile 2017

un normale mercoledì di follia

Quante volte, dovendo uscire, nella mezz'ora prima sono stata così male che avrei pianto? Mille, un milione. Boh... forse non si contano più. Ma questa mattina è stata una volta in più. Ad un certo punto, tra mal di stomaco, di testa, di pancia e vertigini, avrei avuto voglia di urlare, un urlo istintivo improvviso, ma strozzato che è morto in gola. Questa è la mia vita in una giornata normale. Poi sono uscita, ho fatto le due banalità che dovevo e sono rientrata. Verrebbe da chiedersi: quello che hai fatto è valso tutto quel malessere? Ma sarebbe la domanda sbagliata, perché la domanda giusta è: rinunciare anche a quelle due banalità come ridurrebbe la mia vita? Non posso rinunciare ad esse, non posso rinunciare a vivere.
Ma devo uscire, uscire, sempre e comunque. Ogni giorno, a costo di non fare altro. ORAMAI MI DEVO METTERE IN TESTA UNA COSA: LA SALUTE VIENE, O DEVE VENIRE, PRIMA DI TUTTO IL RESTO. PUNTO E STOP.

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