Quante volte, dovendo uscire, nella mezz'ora prima sono stata così male che avrei pianto? Mille, un milione. Boh... forse non si contano più. Ma questa mattina è stata una volta in più. Ad un certo punto, tra mal di stomaco, di testa, di pancia e vertigini, avrei avuto voglia di urlare, un urlo istintivo improvviso, ma strozzato che è morto in gola. Questa è la mia vita in una giornata normale. Poi sono uscita, ho fatto le due banalità che dovevo e sono rientrata. Verrebbe da chiedersi: quello che hai fatto è valso tutto quel malessere? Ma sarebbe la domanda sbagliata, perché la domanda giusta è: rinunciare anche a quelle due banalità come ridurrebbe la mia vita? Non posso rinunciare ad esse, non posso rinunciare a vivere.
Ma devo uscire, uscire, sempre e comunque. Ogni giorno, a costo di non fare altro. ORAMAI MI DEVO METTERE IN TESTA UNA COSA: LA SALUTE VIENE, O DEVE VENIRE, PRIMA DI TUTTO IL RESTO. PUNTO E STOP.
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