mercoledì 26 aprile 2017

Perché in realtà non so più chi sono né cosa voglio.

Può darsi che in qualche modo, pur senza esserne totalmente cosciente, uno capisca di essere quasi ad un punto particolare della sua vita. Può darsi lo senta e metta in atto qualcosa per cercare di gestire ciò che sarà.
Forse è per questo che ho iniziato a scrivere qua sopra...
Quello che è certo è che QUESTA FASE DELLA MIA VITA è UNA FASE PARTICOLARE, e può diventare decisiva se capisco come gestirla.
Deleteria se sbaglio smosse.
Motivi?
- SONO SPAVENTATA DAL RUOLO CHE MI SI AVVICINA SEMPRE DI Più IN CASA di fronte a genitori e uno zio, anziani; sono spaventata di non esserne all'altezza a causa dei miei mille limiti e anche di esserlo: perché mettere da parte la mia vita per far fronte a quella di altri è stato il via di tutto il problema panico 17 anni fa, anche se per motivi diversi. Non so, magari invece è una sorta di cerchio che si chiude.
Per ora è qualcosa che più realisticamente mi allontana da una famiglia mia, meta giù piuttosto lontana e quasi irraggiungibile.

-SONO TERRORIZZATA Perché A FRONTE DEI MIEI TENTATIVI E IDEE VAGHE, HO LA SENSAZIONE DI NON CAPIRE ANCORA COSA FARE DELLA MIA VITA e come farlo. Non vedo l'obiettivo finale e non riesco a raggiungere le tappe intermedie quotidiane, settimanali, studio, esami...

-SONO CONTRARIATA Perché VIVO MALISSIMO LA MALEDUCAZIONE E IL MANCATO RISPETTO DEL MIO TEMPO E DEL MIO LAVORO con i ragazzi. Ma ancora, non capisco se è una reazione legittima ai loro comportamenti pessimi, o se sono io inadeguata al ruolo e devo smetterla. O ancora, se mi arrabbio così tanto perché per qualche perverso senso di inadeguatezza, non calco a sufficienza la mano sulle minime attese di educazione all'inizio per poi non accettare ciò che ne deriva. Risultato? Provo una rabbia che mi spaventa da tanto che è violenta. E che a volte mi spinge verso hobby solo egoistici, per poi invece, come un pendolo, virare verso interessi di volontariato più tosto, con chi magari soffre davvero e non con qualche viziatello che non capisce la parola rispetto. Solo che poi non faccio nulla, resto in attesa, con l'insoddisfazione che cresce e la rabbia che monta.
E quindi mi chiedo: rabbia verso loro o verso di me?

sono sotto pressione da mille aspetti. E sono aspetti fondamentali. Sono questioni che mi definiscono nelle parti più personali o quasi. Non sono sfumature e io non capisco se quello che serve è una sorta di sintesi o se invece deve essere tutt'altro che un lavoro di sintesi, perché la sintesi media, e forse mediare non è ciò che mi serve.
Forse serve essere più diretti, con meno mezze misure, meno sfumature di grigio e più contorni netti e ben definiti è la chiave.


Vorrei poter vivere di scrittura, portare avanti le lauree psico-pedagogiche per aiutare in associazioni di volontariato, o in strutture in cui fare la differenza per qualcuno. Vorrei avere una famiglia, vorrei poter aiutare quella che già ho.
Ma tra questo breve riassunto dei miei 'vorrei' e i passi da fare ogni giorno mi perdo. Perché in realtà non so più chi sono né cosa voglio.
Ed è il momento di capirlo di nuovo.

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