Può darsi che in qualche modo, pur senza esserne totalmente cosciente, uno capisca di essere quasi ad un punto particolare della sua vita. Può darsi lo senta e metta in atto qualcosa per cercare di gestire ciò che sarà.
Forse è per questo che ho iniziato a scrivere qua sopra...
Quello che è certo è che QUESTA FASE DELLA MIA VITA è UNA FASE PARTICOLARE, e può diventare decisiva se capisco come gestirla.
Deleteria se sbaglio smosse.
Motivi?
- SONO SPAVENTATA DAL RUOLO CHE MI SI AVVICINA SEMPRE DI Più IN CASA di fronte a genitori e uno zio, anziani; sono spaventata di non esserne all'altezza a causa dei miei mille limiti e anche di esserlo: perché mettere da parte la mia vita per far fronte a quella di altri è stato il via di tutto il problema panico 17 anni fa, anche se per motivi diversi. Non so, magari invece è una sorta di cerchio che si chiude.
Per ora è qualcosa che più realisticamente mi allontana da una famiglia mia, meta giù piuttosto lontana e quasi irraggiungibile.
-SONO TERRORIZZATA Perché A FRONTE DEI MIEI TENTATIVI E IDEE VAGHE, HO LA SENSAZIONE DI NON CAPIRE ANCORA COSA FARE DELLA MIA VITA e come farlo. Non vedo l'obiettivo finale e non riesco a raggiungere le tappe intermedie quotidiane, settimanali, studio, esami...
-SONO CONTRARIATA Perché VIVO MALISSIMO LA MALEDUCAZIONE E IL MANCATO RISPETTO DEL MIO TEMPO E DEL MIO LAVORO con i ragazzi. Ma ancora, non capisco se è una reazione legittima ai loro comportamenti pessimi, o se sono io inadeguata al ruolo e devo smetterla. O ancora, se mi arrabbio così tanto perché per qualche perverso senso di inadeguatezza, non calco a sufficienza la mano sulle minime attese di educazione all'inizio per poi non accettare ciò che ne deriva. Risultato? Provo una rabbia che mi spaventa da tanto che è violenta. E che a volte mi spinge verso hobby solo egoistici, per poi invece, come un pendolo, virare verso interessi di volontariato più tosto, con chi magari soffre davvero e non con qualche viziatello che non capisce la parola rispetto. Solo che poi non faccio nulla, resto in attesa, con l'insoddisfazione che cresce e la rabbia che monta.
E quindi mi chiedo: rabbia verso loro o verso di me?
sono sotto pressione da mille aspetti. E sono aspetti fondamentali. Sono questioni che mi definiscono nelle parti più personali o quasi. Non sono sfumature e io non capisco se quello che serve è una sorta di sintesi o se invece deve essere tutt'altro che un lavoro di sintesi, perché la sintesi media, e forse mediare non è ciò che mi serve.
Forse serve essere più diretti, con meno mezze misure, meno sfumature di grigio e più contorni netti e ben definiti è la chiave.
Vorrei poter vivere di scrittura, portare avanti le lauree psico-pedagogiche per aiutare in associazioni di volontariato, o in strutture in cui fare la differenza per qualcuno. Vorrei avere una famiglia, vorrei poter aiutare quella che già ho.
Ma tra questo breve riassunto dei miei 'vorrei' e i passi da fare ogni giorno mi perdo. Perché in realtà non so più chi sono né cosa voglio.
Ed è il momento di capirlo di nuovo.
mercoledì 26 aprile 2017
Perché in realtà non so più chi sono né cosa voglio.
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