La prima volta che la tv ha avuto il sopravvento, se così si può dire, sulle emozioni della mia vita, è stato un'estate di mille anni fa, avrò avuto 10-12 anni e stavo seguendo il cartone di Creamy, ed ero arrivata alla puntata in cui il ragazzo scopre la vera identità della cantante. Ho atteso la puntata del giorno dopo con un'impazienza esagerata, ricordo che cominciava verso le 16 e dalle 15 ero già in agitazione. La seconda esperienza così forte avvenne qualche anno dopo quando ci si avvicinava all'ultimo episodio della serie bayside school. In quell'occasione in particolare avvertii una cosa che mi sarebbe poi divenuta famigliare: tristezza per un mondo che stava per finire. Anche quando la mia vita era ancora bella e piena, ho sempre avvertito questo grosso feeling con telefilm e serie tv attraverso le quali potevo sognare.
Quando poi ho cominciato a stare male è diventata una cosa allucinante che mi capita anche con i libri. In effetti io non mi sono mai presa una cotta per gli attori ma mille per i personaggi, per le storie che vivevano, gli amori, le amicizie... e ci stavo, ci sto davvero malissimo. Solo che ora, dopo più di 10 anni di questa cosa, ho sviluppato un po' una strategia: quando mi accorgo che mi sto legando troppo, lascio perdere quella serie per un po'. Alla fine sto male comunque ma in questo modo mi sembra di limitare i danni. Ma devo dire che le prime esperienze così intense, cominciate quando ormai la malattia mi aveva fatto terra bruciata intorno, mi avevano sconvolta. Purtroppo poi internet non aiutava in questo: invece di lasciare perdere quando una serie finiva, mi fiondavo a cercare on-line informazioni sul seguito, o notizie varie, con il risultato che riuscivo a stare male, ma male da far schifo, per settimane intere, annegata in un senso di angoscia, dolore e solitudine che non so nemmeno dire. Poi, per fortuna, è subentrata una minima parte di buon senso, e ora so che quando scatta il livello di pre-pericolo, è meglio stare alla larga da quella serie per un po'. Ora che ho imparato a tutelarmi un filo, mi sorprendo a pensare a quanto ho sofferto anche per sta cosa. Come fossi incapace di godermi una serie senza finire con lo starci male. Ho imparato anche se ogni tanto ho ancora qualche ricaduta. Certo, come dimostrano le esperienze avute da piccola, forse sono proprio un po' predisposta ma non avere una vita vera in questo non aiuta.
E i romanzi contemporanei erotici be', devo dire che sono stati l'ennesima mazzata. Non che agogni esperienze sessuali del genere, ma il feeling che si crea di solito tra i protagonisti... be'... wow...
E l'unica conclusione è che questa è l'ennesima caratteristica che il panico ha portato all'esasperazione, ma spero di imparare qualcosa che possa essere utile in generale. La fantasia va bene per sognare un po', anche tanto, ma dovrebbe essere la realtà a regalare le emozioni più intense.
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