giovedì 13 aprile 2017

E quei giorni tranquilli che non sono giorni buoni...

Dopo l'ennesima puntata dal dentista, andata molto molto meglio della scorsa volta, seguita da un'oretta a zonzo per il paese, mi ritrovo a confermare quanto detto ieri: non posso stare bene senza che ci siano cambiamenti. Non posso scambiare una giornata calma con un passo avanti. C'è poco da fare, questa è sola verità possibile. La sola opzione che ho. Ogni tanto mi capita che tra i vari block-notes che uso per le lezioni, gli appunti, e come fogli di brutta, sbuchino alcune pagine che portano pensieri di tanti anni fa. Ovviamente se vado a rileggere i miei vecchi diari so cosa aspettarmi, fanno male ma non mi sorprendono, questi fogli invece quasi casuali sì. E mi fa male notare quante volte, anno dopo anno, io abbia sempre scritto le stesse identiche cose. Poi sì, a volte ci sono stati anche periodi relativamente tranquilli, ma tranquilli non significa buoni, significa solo che per qualche tempo riuscivo un po' di più a farmi bastare questa vita. No, non funziona così. Non funziona più così. I momenti tranquilli sono solo un'illusione. A questo punto meglio uno tzunami emotivo che porti ad un vero cambiamento. Forse prima non ero pronta a cambiare. Ora sì.
E se dovesse funzionare credo che una percentuale di merito va anche a questo mio pseudonimo, a questa Rebekka F, che sulla carta e con i suoi personaggi, mi ha mostrato, prima che nella vita vera, come potrebbero cambiare le cose.

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