sabato 8 aprile 2017

una vita senza vita

Sono abbastanza sorpresa: con tutto quello che è successo ieri, alla fine la mia mente questa notte ha puntato sull'amore, e il dolore per la sua assenza. Come per tutte le cose, anche per quel che concerne la mancanza dell'amore nella mia vita, i sentimenti si alternano, o meglio compiono una sorta di percorso circolare per cui a rotazione, arrivano momenti in cui questo mio essere perennemente, in senso letterale, sola, pesa da matti. Non sono periodi, letteralmente non ho mai avuto nessuno. Al di là di alcuni baci a fior di labbra durante il gioco della bottiglia, nessuno si è mai avvicinato a me. Troppo insicura per permetterlo, in alcuni giorni è la mia condizione naturale, in altri no. E mi manca quello che non ho mai avuto. Non è poi così strano giusto?
è che nella dinamica della mia vita scaturita dalla malattia, dal panico e da tutto quello che ha condizionato, non mi sento in grado di gestire una storia. Non riesco nemmeno a gestire la relazione con me stessa! Come potrei con qualcun altro? Non mantengo mai i piani, sto male un giorno sì e l'altro pure... Cosa potrei dare ad un compagno?
Tutto mi sembra semplicemente fuori dalla mia portata.
Solo che a volte, pur non cambiando questa idea di fondo, mi manca l'amore. Mi manca quello che potrebbe darmi.
E onestamente mi fa paura l'idea di restare sola per tutto il resto della mia vita.
Ma non so come cambiare... perché prima dovrei cambiare prospettiva, cioè accettare che anche il panico può essere coerente con un legame. Poi però dovrei sforzarmi di migliorare un po' la mia vita.
Insomma... altre cose su cui dovrei lavorare a breve e che, alla fin fine, sembrano davvero più importanti della laurea. Perché una vita senza laurea può essere bellissima e piena, una vita senza vita, come assecondando il panico ho ridotto la mia, no.

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