Sebbene la mia vicenda con il panico fosse cominciata durante l'inizio del terzo anno di liceo, per circa un paio d'anni, pur in balia dei sintomi, rimasi probabilmente in una sorta di limbo.
All'inizio della 5 ne uscii, cadendo in una profonda depressione ma nei 2 anni precedenti forse una parte di me sperava ancora di uscire, sperava di capirci qualcosa?
In mezzo a questi 2 anni, soprattutto in 4^ ho memoria di alcuni episodi che mi avvicinarono ad una vita normale. Uno di questi fu una specie di pic-nic di mezzogiorno a casa di un compagno di classe durante le vacanze di pasqua. Passammo una bella giornata e verso sera, una delle mie migliori amiche venne a casa mia pronte a spararci una pizza di fronte all'ultimo film a noleggio della saga di American Pie.
Avevo scoperto da poco il film IL TEMPO DELLE MELE, ed ero affascinata da quelle compagnie bellissime del film, dalle prime cotte. affascinata da un mondo che volevo a tutti i costi.
E quella fu Una bellissima giornata che mi diede un assaggio di normalità. Forse sperai fosse l'inizio di altro, in realtà rimase un singolo episodio. Mi chiedo sempre perché pensarci fa così male a distanza di tutti questi anni.
Non so, come se la normalità (inteso come stare bene) fosse stata ad un passo, uno solo e io l'abbia mancata.
Con tutte le conseguenze che mi portano 15 anni dopo, un sabato sera, sola, nel mio letto a pensare di nuovo a quell'episodio.
però è strano... aggiungo questa postilla una mezz'ora dopo. Gli anni sono passati, tanti, troppi eppure mi sono appena resa conto che in effetti qualcosa dentro me è cambiata negli ultimi mesi. Sono sempre in preda ad una rabbia da controllare ma effettivamente STO DIVENTANDO DAVVERO Più FORTE!!! imparando ad accettare i miei limiti ma consapevole anche dei miei pregi. Come mai questo pensiero così fulminante mentre sto leggendo l'ennesimo libro su emozioni e cibo?
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