Sono solo le 15.18 di pomeriggio e sono già sul punto di prendere le gocce di ansiolitici per la terza volta oggi. Negli ultimi mesi ho quasi raddoppiato il dosaggio.
è un bel pomeriggio piuttosto caldo, e qualcosa mi ricorda l'estate. Nello specifico quella dei miei 18 anni. Per carattere il ritorno dalle vacanze è sempre stato un po' tormentato. Mi mancava il mare, la luce, i colori, i suoni, il divertimento...
Da quando il panico si è impadronito di me, mi sembrava di vivere, almeno in parte, sono nelle settimane di vacanza, anche se comunque sempre ai margini. Ma era sempre di più di quello che avevo a casa.
Durante quell'estate ho cominciato a rendermi conto che il panico non mi rubava più solo attimi, ma periodi interi della mia vita. Guardavo i programmi musicali che durante l'estate si trasferivano sulle spiagge e sognavo, speravo, di vivere anche io quella gioia l'estate successiva.
sono passati 15 anni e ancora sto aspettando. consapevole del tempo che è passato, che non potrà tornare. dell'impossibilità di falò sulla spiaggia, comitive, feste, dell'impossibilità di tornare ad avere 18 anni per viverli bene. Intristita dalla paura che non riuscirò a godere nemmeno quello futuro. Apparentemente sempre nervosa e infastidita da mille contrattempi, in realtà forse, solo incapace di prendere le redini una volta per tutte.
mi chiedo solo se, posto di riuscire a prendere in mano il mio destino, si possa tentare di giocare ancora un po' a fare i ragazzini anche a 33 anni, se non tutto è perduto, se c'è qualche possibilità di vivere almeno qualche frammento di quel mondo dorato di cui tanto sento la mancanza.
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